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PITTORI:

FENT DIEGO
BALEST DANIELA
BOZ ALBERTA
CECCHET ROSANNA
CECCHIN GIULIANA
COLLE FABIOLA
DVIRNYCHUK ANASTASIYA
ESPOSITO ALBINI MICHELA
FORLIN FLAVIA
GIACOMIN MARIA LUISA
MARIN MICHELA
MORES NARCISO
MUNEROL SABRINA
POLLET ROSANNA
RAPONE MASSIMO
STALLIVIERE ERMINIO
TOSATTO MICHELA
VESER VITTORIO

 

 

 

 

 

 

 

INCONTRARTE

 

LE OPERE:

LONTANANZE

olio su tela

cm 30 x 25

ENERGIE

acrilico su tela cm 120x60

 

 

 

 

 

 

Autodidatta, vive a Cison di Valmarino , si avvicina fin da piccola a tutto ciò che è forma e colore . Nata a Feltre il 21.08.1973 inizia nel 88 ad accostarsi a una rappresentazione figurativa di quanto la circonda usando prevalentemente colori ad olio .

E’ socia fondatrice dell’associazione culturale Feltrina Incontrarte. Associazione che è nata e cresciuta grazie anche a quella voglia di diffondere l’arte in ogni forma espressiva propria di una persona alla quale và un ricordo e un ringraziamento particolare … grazie a Ferdinando Bordignon.

 

La giovane pittrice Flavia Forlin potrebbe essere definita “esploratrice” delle tecniche artistiche pittoriche. Da anni ricerca con intelligente e puntigliosa attenzione gli esiti espressivi sia della pittura “figurativa” sia di quella “astratta” attraverso nuovi materiali .

I risultati fin qui raggiunti sono positivi e lasciano intravedere ulteriori progressi futuri affidati, soprattutto, alla sperimentazione in atto. I soggetti, nella pittura figurativa, sono quelli tradizionali: paesaggi, figura umana, natura morta, sviluppati in un continuo rapporto uomo-natura e colore-forma. Ad un primo sguardo, nei lavori, appaiono evidenti le capacità estetiche espresse: la composizione, il colore e l’armonia d’insieme sono in perfetto equilibrio e denotano sensibilità ed intuito.

Più complesso, ci appare il discorso sulla pittura astratta, in quanto l’artista, attraverso la materia pittorica, tende ad evocare gli eterni sentimenti dell’uomo che testimoniano della sua presenza nella natura. Nel rettangolo della superficie del quadro, il colore, monocromo, utilizzato a rilievo, crea segni di dimensioni imprevisti e inattesi. La superficie della tela diventa scabra e corrosa da migliaia di piccoli rivoli curvilinei che si alternano a tratti verticali, creando così dinamismo nel ritmo compositivo che spesso diventa raffinato arabesco.

Buone premesse che lasciano intuire nuovi esiti espressivi futuri.

Filippo Chiarello