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PITTORI:

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MUNEROL SABRINA
POLLET ROSANNA
RAPONE MASSIMO
STALLIVIERE ERMINIO
TOSATTO MICHELA
VESER VITTORIO

 

 

 

 

 

 

 

INCONTRARTE

 

LE OPERE:

MANI

olio su tela

PAESAGGIO

acquerello

 

 

 

 

 

 

Nata a Feltre, dove vive e lavora a Zermen.

Si è accostata alla pittura autodidatta e vi si dedica oggi con molta passione. Usa tecniche, anche molto diverse tra loro, che ha perfezionato frequentando per otto anni, dal 1992, corsi di disegno dal vero, nudo, acquerello, olio, affresco e pittura su stoffa.

La sua abilità è cresciuta oltre che per il costante impegno, anche seguendo gli insegnamenti di importanti artisti come Vico Calabrò, Antonio Bottegal, Roberto Totano e Filippo Chiarello. Tutto questo l’ha portata nel 1996 ad entrare a far parte del Circolo artistico bellunese “Mario Morales” dopo essere già stata presente in varie manifestazioni artistiche regionali.

E’ socio fondatore dell’associazione culturale feltrina INCONTRARTE. Le sue opere, di cui alcune pubblicate, sono in collezioni pubbliche e private.

 

Il viaggio dell’artista ha radici lontane, nasce dall’attaccamento verso gli stupori segreti della natura e i mutevoli stati d’animo del paesaggio, fa oscillare il pendolo della visione tra terre conosciute e morfologie interiori. Si muove quindi dalle metamorfosi fuggevoli del colore per approdare al realismo e alla presenza viva della materia nel ritratto popolare, autentica ricerca degli ultimi tempi, filo conduttore di un lungo percorso. La tecnica non è al di fuori della società, bensì si colloca al suo interno ed è notevolmente condizionata dalle personali dinamiche sociali e culturali.

Giuliana mantiene una decisa aderenza al dato reale, nelle campiture piatte e decise, nelle stesure di colori accesi entro forme che ripropongono orizzonti e scene di vita quotidiana, per nulla traslati in equilibri di forze e di forme, ma semplicemente colti mediante scelte narrative di ispirazione reale, genuina. A differenza della scelta operata dall’artista mediante l’utilizzo dell’acquerello di rappresentare soggetti, siano essi paesaggistici o meno, come ombre colorate spesso vaghe, come tocchi immediati e sintetici, dove è l’occhio attento del fruitore che deve metterli a fuoco e scoprirne le forme, nei numerosi olii la maniera si fa più descrittiva, solida, illustrativa, abbraccia il reale. L’osservatore viene così attratto dal gioco delle sfumature liquide che prendono vita nella sostanza della pittura. Ora i soggetti non sono più creature in divenire, informali, bensì affiorano istantaneamente all’occhio in tutta la loro immediatezza.

Chiara TRABELLA